L’antica arte delle funi

Mola di Bari conserva tutt’oggi una preziosa eredità che incarna in sè tutto il fascino della storia dell’artigianato locale, della terra e del mare. Nella nostra città infatti continua a tramandarsi l’antico mestiere de “u zechelere”, il funaio.

Un mestiere quasi del tutto scomparso in Italia ma che rarissime famiglie sono riuscite a salvare dall’oblio della tecnica industriale. La nostra comunità coltiva la tradizione e da valore agli antichi mestieri riconoscendo la maestria dell’intreccio come una vera e propria forma d’arte.

 

I funai erano valenti artigiani che intrecciavano i diversi materiali offerti dalla flora spontanea pugliese per produrre corde, funi e cime usate nell’agricoltura e nella pesca.

Il materiale più usato dai funai era il giunco, pianta economica e redditizia, che vegetava in abbondanza nelle zone paludose e costiere di tutta la regione, ma si utilizzano tutt’oggi anche canapa, iuta e cotone.

 

Il mastro funaio, con la sua inseparabile pigna e la grande ruota in ferro e legno, opera perlopiù all’aperto per rispondere all’esigenza di lavorare funi di elevata lunghezza.

Per fare una fune grossa si producono diverse cordicelle di piccolo e medio diametro poi inserite nella pigna e legate alla ruota nel numero di due, tre o anche quattro.

Le cordicelle scivolano tra i denti di legno della pigna intrecciandosi e, mano a mano che la corda si forma, avvolge la ruota creando una spessa e pesante bobina.

Mentre la ruota gira, l’artigiano conduce la corda camminando all’indietro, tirandola e bagnandola continuamente. Di quì il detto in uso ancor oggi a Mola di Bari: “Scè alla ndrete cum i zechelere“, camminare all’indietro come i funai.

Un tempo durante le faticose e interminabili ore di lavoro, il cordaio era attorniato dai tanti ragazzini che per qualche centesimo di lira o per un pezzo di pane si dedicavano a “menare la ruota”, a farla girare.

Per il grande uso che ne fa la marineria, la corda è un elemento tipico e caratteristico di borghi marinari come Mola di Bari: non è raro vedere tutt’oggi i pescatori, come in un cartolina d’epoca, tra corde, spaghi, reti e funi sulle banchine del porto peschereccio.

 

In Puglia la figura professionale del ‘cordaro’ era legata, e a volte coincideva, con quella del ‘fiscolaio’ che, oltre a corde e funi di vario genere, produceva un altro importante elemento legato al mondo dei trappeti e alla produzione dell’olio d’oliva: ‘i fiscoli’ (fisckele) ceste intrecciate che fungono da filtro nella spremitura delle olive.

A Mola di Bari è possibile ammirare ancora oggi questa antica arte grazie all’instancabile lavoro della famiglia Palmi che dal 1950 tramanda l’attività e mantiene viva la storia dell’artigianato cittadino.

 

VisitMoladiBari, la Puglia non è mai stata così bella!

Leave A Comment

Your email is safe with us.