CASTELLO ANGIOINO A MOLA DI BARI: FORTEZZA INESPUGNABILE E CUSTODE DELLA CITTA’

Sentinella inespugnabile sulla costa Adriatica, il Castello Angioino, eretto sul lungomare e adiacente al centro storico, è l’imponente custode della città di Mola di Bari.

La fortezza ha vissuto da protagonista le vicende storiche e l’avvicendarsi delle signorie feudali susseguitesi nella città nel corso dei secoli, soprattutto a partire dal XV secolo.

Il Castello fu progettato nel XIII secolo dal famoso architetto Pierre d’Angicourt per volere del re Carlo I d’Angiò, come imponente difesa contro gli attacchi Saraceni e pirateschi, così da rafforzare il tratto di costa tra Bari e Monopoli.
Al progetto collaborò anche Giovanni da Toul per la realizzazione delle opere di carpenteria.

Il castello di Mola appare invincibile e dotato di eccellenti sistemi di difesa in quanto, fin dalle origini, la fortezza è stata chiamata ad assolvere ad una duplice funzione: dimora aristocratica e fortezza con scopi militari.
Il piano superiore era riservato agli appartamenti privati del sovrano e, nei secoli successivi, ai diversi signori che si avvicendarono nel governo della città, dai Toraldo ai Carafa, agli Acquaviva-D’Aragona.

Tra il XV e il XVI secolo l’edificio seguì le sorti della città e passò attraverso le mani di diversi feudatari, resistendo a numerosi attacchi senza essere mai espugnato. Tuttavia i notevoli danni subiti con l’assedio veneziano del 1508 ne imposero un radicale restauro, avvenuto pochi anni più tardi: con esso fu data all’edificio l’attuale forma di poligono stellato.
All’aspetto apparentemente omogeneo corrispondono, infatti, varie stratificazioni architettoniche basate sulle progressive fortificazioni attuate nei secoli per adeguare la struttura alle tecniche militari in evoluzione.

L’ingresso al Castello era collocato sul lato sud, dove un ponte in pietra conduceva al ponte levatoio; tutto l’ingresso era riparato dal fuoco nemico, difeso da due cannoniere e controllato dal tiro di una casamatta della cortina adiacente. Varcato l’ingresso, si accedeva prima in un doppio vano, da cui si poteva salire al piano superiore, e poi nel cortile, da dove, poi, si sale sui bastioni. Nel lato ovest del cortile si trovava la sala delle udienze, mentre, al piano superiore, si trovavano gli appartamenti privati dei regnanti e della corte, assieme alla Sala Regia.

A seguito di scrupolosi restauri, sono stati recuperati l’originario accesso est ad arco ribassato, percorsi ipogei, un suggestivo terrazzo panoramico e la cortina ovest.

Alcune delle sale al pianterreno e al primo piano sono oggi curate e preziose location per conferenze ed altri importanti eventi culturali ed artistici.

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